domenica 15 ottobre 2017





Fiorella Mannoia - I pensieri di Zo

I pensieri di Zo
sono raggi di sole
che irradiano tutta la stanza
sono stimoli nuovi
vestiti per terra
un dito di polvere vecchia
la freschezza vitale
di ogni risveglio indeciso
sono il tempo che scrive
i suoi fatti sul suo dolce viso

I pensieri di Zo
sono come la neve
e si sciolgono con l’incertezza
sono gli anni passati
aspettando qualcosa
che porti via questa tristezza
sono un film d’altri tempi
che mille altre volte vedrà
sono tutte le cose
che avrebbe voluto e non ha
Cammina
Cammina
Cammina
Cammina da sola
e ascolta il rumore dei passi
di una vita nuova
sorride distratta
pensando che il tempo le vola
Domenica è già
I pensieri di Zo
colori passati
che appaiono appena è mattina
sono luci che ha acceso
ma senza volerlo
soltanto perché era bambina
quella voglia di dire
quello che gli altri
non riescono a dire
sono un senso contrario
che a volte non riesce a capire


Cammina
Cammina
Cammina
Cammina da sola

Trattiene un grido di vita
tra il mondo e la gola
beato chi sa cosa lascia
e non sa cosa trova
beato chi sa
che poi troverà!

Ma che belle le sere d’estate
un po’ prima di uscire
quando senti
che esisti davvero
e non ti sai più gestir


Cammina
Cammina
Cammina
Cammina da sola
e ascolta il rumore dei passi di
una vita nuova!
Cammina
Cammina
Cammina
Cammina da sola

Io aspetto qua
Io aspetto qua
Io aspetto qua

mercoledì 11 ottobre 2017




Irene Grandi - Alle porte del sogno

Dimenticare 
Alle porte del sogno incontrarti e parlare
Dimenticare
Alle porte del sogno invitarti a ballare
Dimenticare
Ai bordi del cielo toccarti e volare
Dimenticare
Alle porte del sogno baciarti e restare
Grazie per avermi spezzato il cuore
Finalmente la luce riesce a entrare
Strano a dirsi ho trovato pace
In questa palude
Mentre una sera scagliava invece
Musicali Promesse di apocalisse
Grazie per l'invito a
Dimenticare
Le notti, le albe, il vino, le lotte
Alle porte del sogno incontrarti e parlare
Dimenticare
Alle porte del sogno invitarti a ballare
I giorni, le luci, le stande d'albergo, le voci
Dimenticare
Ai bordi del cielo baciarti e suonare
I porti, le nebbie, gli inverni, l'orgoglio
Dimenticare
Il vento, gli scherzi, le foglie, le ombre, l'odio
Alle porte del sogno sposarti ogni giorno
Grazie per avermi spezzato il cuore
Finalmente la luce riesce a entrare
Strano a dirsi ho trovato pace
In questa palude
Mentre una sera scagliava invece
Musicali Promesse di apocalisse
Grazie per l'invito a
A dimenticare
Strano a dirti ho trovato pace
Alle porte del sogno
Rivedo I porti, le nebbie, gli inverni
Le ombre, le inutili piogge
Le albe, le lotte, le luci, I giorni
Le notte, le stanze d'albergo
L'orgoglio

martedì 10 ottobre 2017




Levante & Max Gazzè - Pezzo di me

Un altro addio
Cadere nell’oblio
Cercarsi per un po’ nel whisky di un bistrot
Dove si va senza un’idea, dove si va domenica
Un giorno in più pensando a chi eri tu
Cercando di capire cosa sono io
Come si fa di lunedì, come si fa se resti qui
Un giorno qualunque mi ricorderò
Di dimenticarti dentro ad un cestino

Tu sei un pezzo di me
Sei un pezzo di me
Sei un pezzo di me, aah, aah, aah

È martedì, la vita va così
Un giorno tocchi il cielo e l’altro giù nel cesso
Che sarà un coca e rum
Lo dico qua, non bevo più
Tre giorni e poi è subito il weekend a ricordare noi nel film di via col vento
Me ne infischio, dici a me
Domani è un altro giorno, dico a te
E poi all’improvviso
Mi ricorderò
Di dimenticarti
Dentro a un cestino


Tu sei un pezzo di me
Sei un pezzo di me
Sei un pezzo di me

Sei un pezzo di me
Sei un pezzo di me
Sei un pezzo di me

Scivola come immergere il sapone
Vuoi darmela a bere la tua vanità
Goccioli charme e non mi va di infradiciarmi l’anima
Tu che ti lagni dei miei pochi impegni in tema di premure e di filosofia
Ma non mi sfiora più un istante
Neanche l’idea di chi tu sia
Un giorno qualunque ti ricorderò
Di dimenticarmi dentro un cestino

Tu sei un pezzo di me
Sei un pezzo di me
Sei un pezzo di me

Sei un pezzo di me
Sei un pezzo di me
Sei un pezzo di

giovedì 5 ottobre 2017





Biagio Antonacci - Non vivo più senza te

Non vivo più senza te, anche se, anche se con la vacanza in Salento prendo tempo dentro me
Non vivo più senza te, anche se, anche se una signora per bene ignora le mie lacrime.
E le mie mani, le mie mani, le mie mani van su, la sua bocca, la sua bocca punta sempre più a sud. La mia testa, la mia testa, la mia testa fa

No signora no (mi piaci)
No signora no (mi piaci)
No signora no (ti prego)

Non vivo più senza te anche se, anche se tanti papaveri rossi come il sangue inebriano
Non vivo più senza te anche se, anche se la luce cala puntuale sulla vecchia torre al mare.
sarà che il vino cala forte più veloce del sole, sarà che sono come un dolce che non riesci a evitare, sarà che ballano sta pizzica, sta pizzica

No signora no (mi piaci)
No signora no (mi piaci)
No signora no (ti prego)



E le mie mani, le mie mani, le mie mani van su, la sua bocca, la sua bocca punta sempre più a sud. La mia testa, la mia testa, la mia testa fa

No signora no (mi piaci)
No signora no (mi piaci)
No signora no (ti prego)

Succedono, le cose poi succedono, il mondo è un buco piccolo, ci si ritroverà.
Le mode, i tempi galoppano tra i vortici e i sogni pettinandosi ritarderanno un pò...

Mi piaci
Mii piaci
Ti prego

Non vivo più senza te, anche se, anche se con la vacanza in Salento ho fatto un giro dentro me.
Non vivo più senza te, anche se, anche se la solitudine è nera e non è sera, la solitudine è sporca e ti divora, la solitudine è suono che si sente senza te!



venerdì 22 settembre 2017





 Carmen Consoli - Autunno dolciastro

Lentamente tra una pagina e l'altra di un libro qualunque
ingannavo l'attesa già settembre poche voci distanti e
un autunno distratto al di là dei vetri
quasi speravo che non arrivassi più
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando
Distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza
cercando pretesti e rimedi inutili
eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro eri tu
Freddamente valutavo i miei limiti
i gesti avventati le frequenti rinunce
era tardi mi bruciavano gli occhi fissavo il soffitto
il mio letto disfatto
quasi speravo che non arrivassi più
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando

Distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza
cercando pretesti e rimedi inutili
eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro eri tu
eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro eri tu
Autunno dolciastro autunno ...




 Francesco Guccini - Autunno

Un'oca che guazza nel fango,
un cane che abbaia a comando,
la pioggia che cade e non cade
le nebbie striscianti che svelano e velano strade...

Profilo degli alberi secchi,
spezzarsi scrosciante di stecchi,
sul monte, ogni tanto, gli spari
e cadono urlando di morte gli animali ignari...

L'autunno ti fa sonnolento,
la luce del giorno è un momento
che irrompe e veloce è svanita:
metafora lucida di quello che è la nostra vita...

L'autunno che sfuma i contorni
consuma in un giorno più giorni,
ti sembra sia un gioco indolente,
ma rapido brucia giornate che appaiono lente...


Odori di fumo e foschia,
fanghiglia di periferia,
distese di foglia marcita
che cade in silenzio lasciando per sempre la vita...

Rinchiudersi in casa a aspettare
qualcuno o qualcosa da fare,
qualcosa che mai si farà,
qualcuno che sai non esiste e che non suonerà...

Rinchiudersi in casa a contare
le ore che fai scivolare
pensando confuso al mistero
dei tanti "io sarò" diventati per dempre "io ero"...

Rinchiudersi in casa a guardare
un libro, una foto, un giornale
e ignorando quel rodere sordo
che cambia "io faccio" e lo fa diventare "io ricordo"...


La notte è di colpo calata,
c'è un'oscurità perforata
da un'auto che passa veloce
lasciando soltanto al silenzio la buia sua voce...

Rumore che appare e scompare,
immagine crepuscolare
del correre tuo senza scopo,
del tempo che gioca con te come il gatto col topo...

Le storie credute importanti
si sbriciolano in pochi istanti:
figure e impressioni passate
si fanno lontane e lontana così è la tua estate...

E vesti la notte incombente
lasciando vagare la mente
al niente temuto e aspettato
sapendo che questo è il tuo autunno...
che adesso è arrivato... 

martedì 19 settembre 2017




Umberto Tozzi - Ti amo

Ti amo, un soldo
ti amo, in aria
ti amo se viene testa
vuol dire che basta:
lasciamoci.
ti amo, io sono
ti amo, in fondo un uomo
che non ha freddo nel cuore,
nel letto comando io.
ma tremo
davanti al tuo seno,
ti odio e ti amo,
è una farfalla che muore
sbattendo le ali.
l'amore che a letto si fa
prendimi l'altra metà
oggi ritorno da lei
primo maggio, su coraggio!



io ti amo
e chiedo perdono
ricordi chi sono
apri la porta
a un guerriero di carta igienica.
dammi il tuo vino leggero
che hai fatto quando non c'ero
e le lenzuola di lino
dammi il sonno di un bambino
che "ta" sogna cavalli e si gira
e un po' di lavoro
fammi abbracciare una donna
che stira cantando.
e poi fatti un po' prendere in giro
prima di fare l'amore
vesti la rabbia di pace
e sottane sulla luce.
io ti amo e chiedo perdono
ricordi chi sono
ti amo, ti amo, ti amo
ti amo ti amo
dammi il tuo vino leggero...
che hai fatto quando non c'ero
e le lenzuola di lino
dammi il sonno di un bambino
che "ta" sogna cavalli e si gira
e un po' di lavoro
fammi abbracciare una donna
che stira cantando.
e poi fatti un po' prendere
in giro
prima di fare l'amore
vesti la rabbia di pace
e sottane sulla luce.
io ti amo,
ti amo, ti amo
ti amo, ti amo
Ti amo, ti amo
Ti amo, ti amo
Ti amo, ti amo
Ti amo, ti amo
Ti amo, ti amo
Ti amo, ti amo
Ti amo, ti amo
Ti amo, ti amo


Impariamo italiano!