mercoledì 30 agosto 2017

Fabrizio De André


Fabrizio De André - Se ti tagliassero a pezzetti

Rosa gialla rosa di rame,
mai ballato così a lungo
sopra il filo della notte, sulle pietre del giorno.
Io suonatore di chitarra, io suonatore di mandolino,
alla fine siamo caduti sopra il fieno.

Persa per molto, persa per poco,
presa sul serio, presa per gioco,
non c'è stato molto da dire o da pensare;
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera,
spettinata da tutti i venti della sera.


E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia,
signora libertà, signorina anarchia:
così preziosa come il vino, così gratis come la tristezza,
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

Ti ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo,
presa in trappola da un tailleur grigio fumo,
i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino:
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

Ma se ti tagliassero a pezzetti,
il vento li raccoglierebbe;
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna, la luna, tesserebbe i capelli e il viso,
e il polline di un Dio,
di un Dio, il sorriso.
Categories:

0 commenti:

Posta un commento

Impariamo italiano!